One Man Sessions Vol.4 – Underwater

Partiti a maggio dalle nebulose dei sintetizzatori, passati per il piano preparato e un’orchestra sinfonica, siamo giunti al quarto volume delle One Man Sessions di Massimo Martellotta e si torna all’essenziale: chitarre liquide, groove minimali di batteria, e pennellate analogiche per quello che è letteralmente la colonna sonora di un’immersione introspettiva e solitaria. Lo studio di registrazione percepito come un acquario, ambiente in cui immergersi e andare a fondo, fluttuare e perdersi nel paesaggio. UNDERWATER accompagna l’ascoltatore in un viaggio amniotico, dove l’ispirazione del momento cavalca quella dell’immaginario evocato. “Ho sempre amato l’acqua e trovato una forte analogia tra il tuffarsi nell’ascolto della musica e quella dell’immergersi nell’elemento acquatico. In fondo lo studio di registrazione è una stanza con gli strumenti intorno, con il vetro della regia davanti a isolarti dal mondo. Visto al di là del vetro il musicista sembra un pesce in semilibertà. Quello che ho fatto è stato tuffarmi in un acquario/studio, spegnere la luce e affrontare tutte le sensazioni che nascevano. L’obiettivo è stato cercare di ricreare quel tipo di sensazione, tra l’abbandono e la presenza vigile che si ha quando ci si immerge, anche ad occhi chiusi, o esplorando le profondità esteriori o interiori”. Registrato in presa diretta limitando al minimo le sovraincisioni, UNDERWATER è il frutto di una session notturna e solitaria. Affine al mondo delle library music d’autore, UNDERWATER è un’opera matura e attuale, un viaggio cinematografico che ricorda tanto i mondi evocati dal Gainsbourg più lisergico quanto quelli più recenti del David Holmes più oscuro. Tra episodi densi e narrativi (la traccia di apertura “Archimede’s Principle” è un manifesto del progetto stesso), la library music d’antan (“Twilight zone”) e un sano abbandono all’ignoto (le tre “Apnea”), One Man Sessions VOLUME 4//UNDERWATER spiazza ancora l’ascoltatore confermando le doti assolute di un musicista che sfugge alle categorizzazioni, in grado di creare mondi sonori sempre intensi e cinematografici.