Su Mimmi Non Si Spara!

La musica del violoncellista Francesco Guerri stempera il confine tra musica classica contemporanea e improvvisazione, attraverso un lavoro che cesella l’invenzione spontanea per dare vita a composizioni imprevedibili. Nel suo sorprendente terzo album, “Su Mimmi non si spara!“, Guerri presenta una dozzina di brani che spaziano in un’ampia gamma di approcci stilistici e sfide tecniche, grazie dalla fisicità del suo virtuosismo esecutivo e al profondo legame emotivo con il suo strumento. L’approccio di Guerri al violoncello incorpora metodi disparati come accordature alternative, archi percussivi, preparazioni esotiche e distorsioni elettriche. Al suo centro c’è la tensione tra l’invenzione cerebrale della tecnica e l’espressività appassionata che egli trasmette al suo pubblico. “Vorrei che la mia musica fosse comprensibile anche per un bambino”, dice Guerri. “Quando suoni da solo l’unica altra persona coinvolta è l’ascoltatore, quindi cerco sempre di essere comunicativo con il pubblico”.
Guerri non spera solo metaforicamente che la sua musica possa raggiungere anche le orecchie di un bambino. Il Mimmi, del titolo è il suo figlio più piccolo e la frase si riferisce all’assalto con una pistola ad acqua al bambino da parte del fratello maggiore. Mentre lavorava alla sua musica in casa propria, Guerri sentì la moglie gridare tale frase e fu immediatamente colpito dalle sue contraddizioni intrinseche: suo figlio giocava con il fratello e allo stesso tempo imitava un atto di violenza. Nella tracklist troviamo anche un altro brano, “Mimmi Resisti”, dedicato al rapporto tra fratelli: “Ho pensato che l’idea che un bambino sia per natura sia cattivo che buono andasse alle radici stesse dell’essere umano” spiega Guerri. I suoi figli non sono l’unica ispirazione proveniente dal mondo dell’infanzia. Negli ultimi due decenni Guerri, oltre che come violoncellista, si è impegnato anche come educatore in un ospedale di Bologna, occupandosi di adolescenti con disturbi mentali e anche in questo ambito la musica costituisce una parte significativa del suo lavoro. “E’ impressionante fare musica con questi ragazzi, il suo potere fa accadere cose davvero magiche. La musica può cambiare la tua vita e molti di loro hanno bisogno di cambiare la propria vita”. Nella vita di Guerri il grande cambiamento è avvenuto subito dopo il diploma al Conservatorio di Musica Bruno Maderna a Cesena. Fu allora che frequentò un workshop condotto dal violoncellista Tristan Honsinger (le cui collaborazioni includono ICP Orchestra, Cecil Taylor, Derek Bailey e Steve Lacy). Attraverso Honsinger il giovane violoncellista scoprì la libera improvvisazione, lasciandosi per sempre alle spalle i rigori del repertorio classico tradizionale. Da allora Guerri si è esibito in una ricca varietà di contesti, dall’elettronica alla musica rock d’avanguardia e al free jazz, lavorando con nomi come William Parker, Butch Morris, Silvia Bolognesi, Gianluca Petrella, Fabrizio Spera, Ches Smith e Vincenzo Vasi. Ha collaborato a lungo con Honsiger stesso e con Carla Bozulich, suonando nei suoi Evangelista e solo con lei in duo. Ha anche co-fondato i duetti Nagel (con Alberto Fiori) e Nestor Makhno (con Nicola Guazzaloca).
Guerri ha lavorato a lungo anche nel teatro d’avanguardia, con Teatrino Clandestino, Teatrino Giullare e, più intensamente, con l’attorice-regista Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio. Con la Guidi il violoncellista ha intrapreso una pluriennale esplorazione della Divina Commedia di Dante, i cui personaggi hanno ispirato tre dei brani del nuovo album di Guerri: il teso e vivido “Ciacco”, il drammatico “Minosse” e la splendida ouverture, “Lucy”. Dopo l’ouverture, l’album passa ai toni scintillanti della title track, che Guerri stava sviluppando quando ha sentito l’ammonimento della moglie ai loro figli. Prendere ispirazione da spunti del momento è la chiave del processo crestivo di Guerri. La maggior parte della musica di “Su Mimmi non si spara!” è nata dall’improvvisazione, per essere poi plasmata in un’opera composita. A differenza dei suoi album precedenti, in “Su Mimmi non si spara!” non c’è pura improvvisazione. Guerri ha invece cercato di eliminare i cliché inconsci che spesso si insinuano in un gioco apparentemente libero, registrando, esaminando e combinando le sue esplorazioni estemporanee, per poi trasformarle in pezzi pieni di invenzione e originalità. Guerri descrive poeticamente il processo nelle sue note di copertina: “Negli ultimi anni ho intrapreso questa strada. Ci cammino lentamente, prestando attenzione ai dettagli. Cerco sotto le foglie cadute, raccogliendo piccoli frammenti del mondo. Li tengo. Assegno un ruolo e un ordine a ciascuno di loro. Spesso sono piccoli frammenti che emanano un profumo selvaggio, semi di vita che mi appartengono e che porto con me ovunque io vada”.
“Su Mimmi non si spara!” è quindi il culmine di due decenni di ricerca sul violoncello solista, così come di un’intensa attività concertistica e di studio. Anche se non suona musica classica dai tempi del suo conservatorio, il suo lavoro privato su Bach è una delle ispirazioni della sua musica. “Lo studio è il punto da cui tutto parte”, afferma. “Passo molto tempo a studiare le tecniche, quindi di solito l’improvvisazione viene da questo impegno. Studio qualcosa e poi comincio ad improvvisare. Talvolta non trovo nulla, così torno ai miei studi e riprovo”. Per esempio “Your Beginning” (uno dei due pezzi rivisitati dal debutto solista di Guerri “From Your Beginning to My [Ha]nd”) utilizza l’accordatura alternativa (con la corda A accordata in Sol) come nella Cello Suite n.5 di Bach. Un’altro pezzo di quell’album, “My [Ha]nd”, è stato originariamente scritto per la collaborazione con Carla Bozulich: nel brano il suono del violoncello viene trasformato attraverso l’uso di pedali per chitarra, creando un un risultato che sta a metà tra una padella d’acciaio e una chitarra heavy metal. Anche altri brani, come “Viola” e “Medusa”, fanno un uso suggestivo di accordature alternative, soluzione attraverso cui Guerri scopre nuovi intervalli e intriganti misteri armonici in cui addentrarsi. La sperimentazione è anche materica: in “Paper”, il passaggio che apre il pezzo è il risultato di una striscia di carta infilata attraverso le corde del violoncello, che vengono ulteriormente alterate da clip metalliche ad esse fissate, creando una sorta di sonaglio percussivo.
In “Su Mimmi non si spara!” ci imbattiamo in un abbagliante spettro di invenzioni sonore, in cui la musica cresce e si sposta in direzioni inaspettate anche all’interno di ogni singolo brano. In uscita il 25 ottobre su RareNoise Records, “Su Mimmi non si spara!“ offre momenti contrastanti che si muovono tra eterea bellezza e visceralità, lirismo dolente e astratta sperimentazione, sussurrato minimalismo e potenza di ispirazione rock.