Sonar with David Torn

"Tranceportation Vol.2"

RareNoise Records

26 Giugno 2020

“Tranceportation Vol. 2” è la nuova tappa del viaggio musicale dei Sonar, che arriva nel momento in cui la band svizzera festeggia i 10 anni di attività sulla scena dell’avanguardia mondiale. Ancora una volta il quartetto formatosi nel 2010 ha unito le forze con il chitarrista sperimentale David Torn, per realizzare un nuovo capitolo di un’opera sempre caratterizzata da un suono audace e potente. L’approccio poliritmico del gruppo, utilizzando vari elementi di tensione, rilascio, spazio e dinamica, ridisegna l’orizzonte di ciò a cui la musica dominata dalla chitarra è in grado di dare vita. Il fondatore dei Sonar, il chitarrista Stephan Thelen, offre un ulteriore saggio di composizioni che fondono un’estrema complessità metrica con un groove profondo e sotterraneo, che riescono a coinvolgere sia la mente che le emozioni dell’ascoltatore. “Se MC Escher avesse fatto musica, invece di disegnare impossibili e disorientanti prospettive, suonerebbe come i Sonar” così lo scrittore Sid Smith una volta ha definito il lavoro del gruppo svizzero. E resta una descrizione appropriata, per il metodo con cui sono creati i pezzi ipnotici dei Sonar, costruiti gradualmente su intricati schemi di note colte, armoniche pizzicate, bassi mesmerici e ritmi insistenti. La musica creata da Stephan Thelen (chitarra tritono), Bernard Wagner (chitarra tritono), Christian Kuntner (basso tritono), Manuel Pasquinelli (batteria, percussioni) sfrutta elementi del rock, del jazz e del minimalismo classico contemporaneo e li fonde per creare un linguaggio musicale distintivo.
La loro collaborazione con David Torn è iniziata con “Vortex” (RareNoise, 2018). Inizialmente coinvolto come produttore, l’entusiasmo di Torn per la musica del quartetto fu tale da spingerlo ad aggiungere il suo marchio a tutto l’album anche come musicista, con i suoi fluidi assoli e le sue materiche stratificazioni. In quel caso fu una aggiunta spontanea e non prevista in fase di composizione, mentre questa volta la musica è stata composta fin dall’inizio pensando alla presenza di Torn. Con parti scritte e arrangiate per la nuova formazione dei Sonar in quintetto, nel progetto Tranceportation troviamo maggiore spazio per l’improvvisazione e una più profonda esplorazione sonora integrata nella musica.
Musicista dotato di un approccio avventuroso a tutto ciò che fa, la reputazione di Torn come strumentista “wild card” lo ha portato lavorare con una gamma impressionante di artisti che include David Bowie, Laurie Anderson, Bill Bruford, David Sylvian, Tori Amos, Mick Karn, Madonna, Jeff Beck e Jan Garbarek tra gli altri. Torn spiega che il piacere di lavorare con i Sonar riguarda sopratutto la sua passione per il live-looping e l’improvvisazione, per l’assolo acerbo che funziona come una sorta di collante che lega l’energia della musica del quartetto svizzero: “Il 99,9% di quello che suono con loro prende vita dal vivo con la band. Non definirei il mio contributo in termini di assolo, si tratta piuttosto di portare elementi texturali, che a volte possono andare avanti per minuti, finchè la voce solista diventa la ciliegina sulla torta”. Ritroviamo anche in questo capitolo la nitida precisione metronomica come pietra angolare dell’architettura sonora, mentre i selvaggi contrasti armonici formano un dialogo propulsivo, urgente, in continuo movimento e in continua evoluzione. Thelen, che oltre al suo lavoro per il Sonar è stato precedentemente incaricato di scrivere per l’acclamato Kronos Quartet, spiega “I sette nuovi pezzi che compongono i due volumi di Tranceportation sono basati su schemi armonicamente molto semplici che consistono di poche note ripetute, in una forma o nell’altra, in tutto il lavoro, il che è chiaramente il modo in cui entra in gioco l’elemento ‘trance’. Tuttavia, usando tecniche come isoritmi, poliritmi e tempi dispari, questi schemi apparentemente semplici creano in realtà ritmi complessi e illusioni sonore contorte”. Le fluide improvvisazioni di Torn sui pochi schemi di suoni dei Sonar hanno aggiunto ancora più profondità al loro lavoro. Mettendo a confronto questo aspetto del suo lavoro con i puzzle concettuali incorporati nei dipinti di MC Escher, Thelen spiega che le ripetizioni non appaiono immediatamente evidenti. “Quindi, anche se si sentono solo poche note, a volte ci vuole tempo prima che lo schema generale venga effettivamente ripetuto”. Accanto alle certezze metronomiche dell’architettura sonora, incontriamo il dialogo tra le idee e una grande tensione all’interno delle costruzioni musicali che fanno volare le scintille. Le composizioni e le performance su Tranceportation invitano gli ascoltatori ad allontanarsi dal mondano ed entrare nello spazio trasformativo che Sonar e David Torn sanno creare. Dicono che ogni viaggio inizi con un passo. Questo viaggio inizia con le orecchie.